Rehab

Si chiama Paolo (no, non si chiama certo Paolo, è solo un nome di fantasia per proteggere la sua identità reale) e, qualche anno fa, ha iniziato a fare uso sporadico di sostanze stupefacenti. Penso che non abbia mai fumato una canna e che si sia gettato direttamente sulla cocaina. Non so cosa l’ha spinto a provare quella merda la prima volta. Ma non sono qui per giudicare nessuno, tantomeno per fare la morale.

Come dicevo, ha iniziato a fare uso di cocaina in maniera costante intorno al 2012. Quello che aveva (lavoro, amici, fidanzata) ha iniziato a sgretolarsi, il suo mondo stava cadendo a pezzi. Non aveva più un soldo nè un amico a cui chiedere un prestito. La ragazza con cui aveva passato gli ultimi mesi se ne è scomparsa in un attimo. In quella solitudine, Paolo ha capito che qualcosa non andava, che forse stava esagerando e ha fatto inversione di marcia. Ha chiesto aiuto. Ha alzato la mano e suo padre gliel’ha afferata. Lo hanno ripreso per i capelli e, con fatica e sudore, ha iniziato una nuova vita. Ha avuto una seconda rinascita.

Il lavoro, la fidanzata, la famiglia e gli amici sono tornati, in maniera diversa, ma lo hanno accolto come se nulla fosse accaduto.

Fino a che, pochi mesi fa, Paolo ha avvertito di nuovo la mancanza di quella roba. Quella merda dico io. In pochi giorni si è fatto fuori i soldi che conservava sul bancomat. Ha venduto l’iphone per 30 euro; rubato gioielli e collane di poco valore a sua madre; fatto a cazzotti col fratello. Tutto per racimolare una dose.

L’incubo si è ripetuto, soprattutto per i suoi genitori.

La madre ha sempre cercato di difenderlo; di limitare le sue colpe, prendendosi spesso la responsabilità degli sbagli del figlio. Ma così non poteva andare avanti. Non più.

Adesso Paolo è in un centro specializzato, una sorta di comunità che lo sta aiutando a ripulirsi. Non è facile e non lo sarà di certo. È scappato già due volte e non è da escludere che ci riprovi.

La cosa strana e buffa (concedetemi questa leggerezza) è che lui si ricorda appena chi sono. Probabilmente non mi saluterebbe neppure, mentre io so la sua storia (o una parte almeno).

Marta Mancini

Sorrido perchè so che si trova in rehab, usando un termine alla Amy Winehouse e io, in un certo senso, idem.

Guarisci presto. So che lo farai.

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